Che cos’è
È la formazione di chi guida le operazioni quando si apre, si mantiene o si smonta un cantiere su una strada aperta al traffico. Non è il corso di chi posa i cartelli: è quello di chi decide come e quando si posano, coordina la squadra, dà il via e lo stop.
La legge chiama questa funzione «gestione operativa degli interventi»: la guida e il controllo dell’esecuzione, dalla presegnalazione di inizio intervento fino alla fine. È effettuata da un preposto che abbia ricevuto la formazione prevista dal decreto, e può essere svolta anche da un responsabile non presente sul posto o tramite centro radio o sala operativa.
Il corso insegna gli articoli del codice della strada che disciplinano l’apertura di cantieri, il disciplinare tecnico sugli schemi segnaletici differenziati per categoria di strada, i dispositivi di protezione individuale ad alta visibilità, l’organizzazione del lavoro in squadra e le modalità di comunicazione, le norme operative e comportamentali per gli interventi programmati e per quelli di emergenza: presegnalazione, sbandieramento, regolamentazione del traffico con movieri, spostamenti a piedi, cantieri mobili, interventi in galleria.
A chi si rivolge
Ai preposti addetti alle attività di revisione, integrazione e apposizione della segnaletica stradale destinata alle attività lavorative che si svolgono in presenza di traffico veicolare, e ai lavoratori che quelle attività le eseguono. L’obbligo ricade sui datori di lavoro del gestore dell’infrastruttura e delle imprese esecutrici e affidatarie.
Il decreto pone una regola che conviene conoscere prima di comporre una squadra: tutti gli operatori devono aver completato il percorso formativo, e la squadra deve essere composta in maggioranza da operatori con esperienza nel campo degli interventi in presenza di traffico nella categoria di strada interessata. Se la squadra è di due persone, almeno uno dei due deve avere quell’esperienza.
Questa formazione è aggiuntiva e non sostituisce quella che spetta comunque a ogni lavoratore, né quella prevista per il preposto dall’accordo Stato-Regioni: il decreto lo dichiara espressamente.
Come si svolge
Il percorso per i preposti dura dodici ore più la prova di verifica finale, in tre moduli. Il modulo giuridico-normativo dura tre ore: legislazione di prevenzione con riferimento ai cantieri in presenza di traffico, articoli del codice della strada e del suo regolamento, analisi dei rischi per i lavoratori e per gli utenti, statistiche degli infortuni nei cantieri stradali. Il modulo tecnico dura cinque ore: disciplinare tecnico sugli schemi segnaletici per categoria di strada, indumenti ad alta visibilità, organizzazione della squadra, norme operative e comportamentali. Il modulo pratico dura quattro ore ed è centrato sulla comunicazione e sulla simulazione dell’addestramento alle tecniche di installazione e rimozione su strade di ogni categoria, sui cantieri mobili e sugli interventi in emergenza.
Il percorso per i lavoratori dura otto ore, con la stessa struttura in tre moduli: un’ora di giuridico-normativo, tre di tecnico, quattro di pratico. Un preposto che abbia già frequentato il percorso da lavoratore non ripete tutto: integra con un corso di quattro ore — un’ora di modulo tecnico e tre di modulo pratico — più la prova di verifica finale.
Fra i moduli teorici e quello pratico c’è un questionario a risposta multipla, che si supera con almeno il 70% di risposte esatte; alla fine c’è una prova pratica, che consiste in una simulazione in area dedicata dell’installazione e della rimozione di cantieri per tipologia di strada. L’attestato arriva a chi supera entrambe le prove e ha frequentato almeno il 90% delle ore, e vale sull’intero territorio nazionale. I partecipanti sono al massimo trentacinque; nelle attività pratiche c’è almeno un istruttore ogni sei allievi. Le prove pratiche e i relativi addestramenti si svolgono in siti dove si possano ricreare condizioni operative simili a quelle dei luoghi di lavoro.
L’aggiornamento, per i lavoratori come per i preposti, si distribuisce nell’arco di ogni quinquennio successivo al corso e dura complessivamente almeno sei ore, in particolare in caso di modifiche delle norme tecniche e in caso di interruzione prolungata dell’attività lavorativa. Gli aggiornamenti possono essere effettuati anche sui luoghi di lavoro.