Che cos’è
È la formazione di chi lavora dove una caduta fa male: per la legge, a più di due metri di altezza rispetto a un piano stabile. Non riguarda solo l’edilizia. La norma sui lavori in quota si applica a ogni attività lavorativa, e vale tanto per chi monta un’insegna quanto per chi cambia una lampada su una scala, pulisce una vetrata o interviene su un tetto.
Il corso insegna a leggere la situazione prima di salire: quale attrezzatura scegliere, come si accede al posto di lavoro e come se ne esce, quando una scala a pioli è ammessa e quando non lo è, perché una protezione che ferma tutti — un parapetto, una rete — viene prima di una protezione che si indossa, e come si usano imbracature, cordini, assorbitori di energia, connettori e linee vita quando la protezione collettiva non è possibile. Si impara anche la parte che nessuno vuole usare: come si recupera chi è rimasto sospeso.
A chi si rivolge
A ogni lavoratore che il datore di lavoro adibisce a lavori temporanei in quota, e ai preposti che ne sorvegliano l’esecuzione. L’obbligo nasce da due parti: dalla formazione sui rischi specifici che il datore di lavoro deve assicurare, e dall’addestramento sui dispositivi anticaduta, che sono dispositivi di protezione individuale di terza categoria — proteggono dalle cadute dall’alto — e per i quali l’addestramento è indispensabile per legge.
Due lavorazioni in quota hanno invece un percorso formativo scritto per esteso nella legge: i lavori su funi, trattati in questa scheda, e il montaggio dei ponteggi, che ha scheda propria.
Come si svolge
Il corso generale parte dalla gerarchia delle protezioni. Dal 2025 la legge la scrive in modo esplicito: prima i sistemi di protezione collettiva, cioè parapetti e reti di sicurezza; solo se non è stato possibile attuarli si passa ai sistemi individuali, e fra questi vengono nella scelta prima i sistemi di trattenuta, di posizionamento sul lavoro e di accesso mediante funi, e per ultimo il sistema di arresto della caduta. Ogni sistema individuale va assicurato a un punto di ancoraggio sicuro. Il resto del programma riguarda la scelta e la verifica dei dispositivi, gli ancoraggi, le procedure di lavoro e il salvataggio; l’addestramento pratico sui dispositivi si svolge con persona esperta e sul luogo di lavoro.
Il percorso per i lavori su funi è invece fissato nell’Allegato XXI del testo unico. Si compone di un modulo base teorico-pratico di dodici ore, comune a tutti, che da solo non abilita a lavorare, e di un modulo specifico pratico di venti ore, in due indirizzi: l’accesso e il lavoro in sospensione su siti naturali o artificiali, oppure l’accesso e l’attività lavorativa su alberi. Chi sorveglia i lavori di una squadra su funi frequenta in aggiunta un modulo di otto ore. Le prove pratiche si svolgono in siti dove si possano ricreare condizioni operative simili a quelle reali; i partecipanti sono al massimo venti e nelle attività pratiche c’è almeno un istruttore ogni quattro allievi. Fra il modulo base e quello specifico c’è un questionario che si supera con almeno il 70% di risposte esatte, e alla fine una prova pratica.