Che cos’è
È il percorso che prepara chi lavora su impianti elettrici, o vicino a parti in tensione, a farlo in condizioni di sicurezza — e che fornisce al datore di lavoro gli elementi per riconoscere quel lavoratore come idoneo, che è ciò che la legge gli chiede.
Nel linguaggio tecnico le qualifiche si chiamano con tre sigle: PES, la persona esperta, che ha istruzione ed esperienza tali da evitare i pericoli dell’elettricità; PAV, la persona avvertita, adeguatamente avvisata dalle persone esperte così da evitarli; PEI, la persona idonea ai lavori sotto tensione, riconosciuta tale per lavorare su parti in tensione entro i limiti che la norma tecnica fissa. Le sigle non sono titoli di studio e non le rilascia un ente: le attribuisce il datore di lavoro, per iscritto, sulla base della formazione, dell’esperienza e delle capacità della persona.
A chi si rivolge
A chi esegue lavori elettrici e a chi li dirige. Il punto di partenza della legge è un divieto: è vietato eseguire lavori sotto tensione. Il divieto ammette eccezioni, e le eccezioni hanno condizioni precise.
- Quando le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, secondo quanto previsto dallo stato della tecnica.
- Per i sistemi di categoria 0 e I, quando l’esecuzione è affidata a lavoratori che il datore di lavoro riconosce idonei per quell’attività, secondo le indicazioni della pertinente normativa tecnica.
- Per i sistemi di II e III categoria, quando i lavori sono effettuati da aziende autorizzate con specifico provvedimento del Ministero del lavoro a operare sotto tensione, e affidati a lavoratori abilitati dal datore di lavoro secondo la pertinente normativa tecnica.
In tutti i casi le procedure adottate e le attrezzature utilizzate devono essere conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche. Qual è la norma tecnica pertinente non è lasciato all’interpretazione: la Commissione per gli interpelli del Ministero del lavoro, rispondendo nel 2012 al Consiglio nazionale degli ingegneri, ha indicato che la normativa tecnica nazionale di riferimento per il riconoscimento dell’idoneità all’esecuzione di lavori su parti in tensione è la norma CEI 11-27, e che la sua applicazione costituisce corretta attuazione degli obblighi di legge.
Serve anche a chi non tocca l’impianto ma ci lavora vicino: eseguire lavori non elettrici in prossimità di parti attive non sufficientemente protette è vietato sotto le distanze fissate dall’Allegato IX del testo unico, salvo adottare disposizioni organizzative e procedurali idonee.
Come si svolge
Il percorso è teorico-pratico e segue l’articolazione della norma tecnica: il quadro normativo e le definizioni, i ruoli previsti per l’esecuzione di un lavoro elettrico, le procedure di messa in sicurezza dell’impianto, le distanze e le zone di lavoro, i dispositivi di protezione individuale contro il rischio elettrico — che sono di terza categoria, e per i quali l’addestramento è indispensabile — le attrezzature isolate e isolanti, la documentazione di lavoro. La parte pratica si svolge su impianti o simulatori.
Al termine ISG Formazione consegna un attestato di frequenza con verifica dell’apprendimento. L’attribuzione formale delle qualifiche resta un atto del datore di lavoro: l’attestato ne è il presupposto, non il sostituto.
Le misure del percorso vengono dalla norma tecnica, non dalla legge. Il corso che ISG Formazione eroga prevede una parte teorica di 14 ore e un addestramento operativo fatto di simulazioni e affiancamento sulle procedure di lavoro; l’aggiornamento è di almeno 4 ore ogni cinque anni, e la parte teorica è ammessa anche a distanza, purché in videoconferenza sincrona.