Che cos’è
È il documento con cui il responsabile di una piscina dimostra di tenere sotto controllo i rischi igienico-sanitari dell’impianto. Il mercato lo chiama «manuale HACCP piscine» perché ne ricalca il metodo: la legge regionale toscana lo chiama documento di valutazione del rischio, e lo colloca dentro i controlli interni che il responsabile esegue secondo protocolli di gestione e di autocontrollo.
Non riguarda gli alimenti ma l’acqua e l’impianto: la qualità dell’acqua di approvvigionamento, di immissione e di vasca, il trattamento e il ricircolo, la pulizia e la disinfezione, i requisiti degli ambienti, la manutenzione.
Quando è obbligatorio
È obbligatorio per le piscine disciplinate dalla legge regionale 8/2006: piscine pubbliche e private aperte al pubblico, piscine private a uso collettivo inserite in alberghi, campeggi, agriturismi, palestre e strutture analoghe, impianti finalizzati al gioco acquatico. Il responsabile della piscina — individuato dal titolare con atto formale di delega, oppure il titolare stesso — redige il documento e garantisce che le procedure previste siano applicate, mantenute e aggiornate.
La legge regionale sanziona i responsabili delle piscine a utenza pubblica che siano privi della documentazione relativa al funzionamento e all’autocontrollo.
Quando va aggiornato
Il regolamento regionale chiede che il documento preveda verifiche del piano e riesame periodico, anche in relazione al variare delle condizioni iniziali, delle analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo e sorveglianza. Un caso specifico è espressamente previsto: nelle piscine private a uso collettivo che non effettuano lo svuotamento totale annuale delle vasche, il responsabile aggiorna il documento di valutazione del rischio dando evidenza del rispetto delle condizioni che quella scelta richiede — copertura della vasca durante la chiusura, pulizia periodica di fondo e pareti, sanificazione mensile, riduzione dei disinfettanti a base di cloroisocianurati.
Quando il controllo interno rileva parametri fuori dai limiti previsti dal piano di autocontrollo, il responsabile interviene per ripristinare le condizioni e ne dà comunicazione all’azienda sanitaria se occorre sospendere la balneazione. La documentazione dei controlli resta a disposizione dell’azienda sanitaria per due anni.
Che cosa comprende
Il regolamento regionale elenca i principi su cui il documento è costruito:
- analisi dei potenziali pericoli igienico-sanitari della piscina;
- individuazione dei punti o delle fasi in cui quei pericoli possono verificarsi, e definizione delle misure preventive;
- individuazione dei punti critici e dei relativi limiti;
- definizione del sistema di monitoraggio;
- individuazione delle azioni correttive;
- verifiche del piano e riesame periodico.
Accanto al documento, il responsabile tiene a disposizione dell’autorità di controllo: la scheda dei requisiti tecnico-funzionali dell’impianto (dimensione e volume di ogni vasca, numero e tipo di filtri, portata delle pompe); il registro degli interventi di manutenzione; il registro dei controlli dell’acqua in vasca, con gli esiti dei parametri chimici e chimico-fisici, la lettura giornaliera del contatore dell’acqua di immissione, la quantità e il nome dei prodotti usati per la disinfezione, le date dei prelievi e i risultati delle analisi di laboratorio, le letture delle strumentazioni di controllo del ricircolo e il numero di utenti per fascia oraria. Va inoltre esposto il regolamento interno della piscina, con i contenuti elencati dal regolamento regionale.
Che cosa fa ISG Formazione. Il servizio comprende il sopralluogo all’impianto, la redazione del documento di valutazione del rischio e dei protocolli di gestione, la modulistica dei registri che il responsabile deve tenere a disposizione dell’autorità di controllo, e la formazione del personale addetto sul contenuto del documento.
Che cosa non comprende. ISG Formazione non esegue prelievi né analisi di laboratorio: il documento stabilisce quali parametri controllare e con quale frequenza, mentre i campionamenti restano a carico del gestore, che si rivolge a un laboratorio.
Le verifiche nel tempo — riesame del documento, controllo che i registri siano tenuti, aggiornamento dopo modifiche dell’impianto — rientrano in un contratto di assistenza periodica, non nella singola stesura (scheda «Assistenza periodica», `/consulenza/assistenza-periodica/`).